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venerdì 15 aprile 2011

PROPOSTA DI ISTITUZIONE DEL DIFENSORE CIVICO DELLA SALUTE

Il Difensore Civico della Salute, nell’ambito del territorio comunale, è colui al quale potrà rivolgersi, senza formalità alcuna e gratuitamente, ogni persona, sia italiana che straniera, per tutelare il proprio diritto ad una buona salute fisica, psichica e sociale.
La definizione di salute non è ovvia e non può limitarsi al criterio negativo dell’assenza di malattie.
Di conseguenza, il malato non è solo chi è affetto da patologie psico-fisiche.
Una definizione molto nota di salute, tratta dal preambolo dell’Atto Costitutivo dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) del 1948, è la seguente: “La salute consiste in uno stato di perfetto benessere fisico, psichico e sociale e non soltanto nell’assenza di malattie o infermità”.
Questa definizione rappresenta un primo approccio assolutamente innovativo e moderno del concetto di salute che deve comprendere, per essere tale, tre aspetti fondamentali della condizione umana: benessere fisico, psichico e sociale.
Pur tuttavia, questa impostazione offre il fianco a qualche critica: il benessere ha sempre una connotazione soggettiva, la salute non è una condizione statica ma dinamica, il benessere sociale non ha nulla a che fare con la salute, anche intesa in senso lato; mentre l’integrazione sociale dell’individuo e le sue correlazioni con l’ambiente naturale e sociale rappresentano indubbiamente fattori di grande rilevanza per la salute.
Per questi motivi propongo la seguente definizione di salute che, pur derivando da quella citata, ne elimina o ne amplia i termini contestati:
“La salute dell’individuo è una condizione di armonico equilibrio funzionale psico-fisico integrato nel suo ambiente naturale e sociale”.
Di qui una particolare tutela dello Stato.
Negli ultimi anni si è verificato un invecchiamento progressivo della popolazione italiana per l’allungamento della vita media e la diminuzione della natalità.
Pertanto, mediamente: gli uomini vivono fino a 76,3 anni, le donne fino a 82,4 anni, i figli sono 1,2 per famiglia.
Negli adulti le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, la seconda sono i tumori.
Le malattie respiratorie sono la terza causa di morte, in calo soprattutto grazie alla diminuzione del fumo.
Le malattie degli organi della digestione colpiscono maggiormente i maschi, tuttavia la mortalità negli ultimi 5 anni si è ridotta del 10% nei maschi e solo del 4% nelle femmine.
Le malattie degenerative del sistema nervoso centrale (Parkinson ed Alzheimer) sono in aumento a causa dell’allungamento della vita.
I disturbi mentali sono sempre più diffusi nella popolazione in generale ed in tutte le fasce d'età.
L'ansia, con tutte le sue manifestazioni, colpisce il 15% della popolazione.
Le malattie infettive e parassitarie in generale si riducono sempre di più grazie al miglioramento delle condizioni igieniche ed alla diffusione delle vaccinazioni.
Diminuisce il numero di nuovi casi di AIDS conclamata perché le nuove cure farmacologiche hanno prolungato a 5 anni il tempo di latenza della malattia.
Si ampliano, però, i serbatoi d'infezione: aumentano i casi di trasmissione sessuale (sia omo che etero) mentre diminuiscono le infezioni tra i tossicodipendenti.
Quindi, diventa sempre più prioritario limitare i comportamenti a rischio.
La mortalità, se si esclude l'AIDS che si concentra nei giovani, colpisce soprattutto le persone più anziane, che sono le più deboli.
Un sistema sanitario che garantisca il diritto fondamentale dell’individuo alla salute, riaffermando un sistema di sicurezza sociale, nei suoi caratteri essenziali di uguaglianza, solidarietà ed equità, deve garantire i seguenti diritti del malato:
1. Diritto al tempo minimo necessario (prenotazioni) per ottenere la diagnosi e la terapia.
2. Diritto a vedere riconosciuta la sua specificità derivante dall'età, dal sesso, dalla nazionalità, dalla condizione di salute, dalla cultura e dalla religione ed a ricevere di conseguenza trattamenti differenziati a seconda delle diverse esigenze.
3. Diritto all’informazione ed alla documentazione sanitaria di cui necessita.
4. Diritto a curarsi senza alterare, oltre il necessario, le sue abitudini di vita.
5. Diritto alla sicurezza per evitare, in caso di ricorso al sistema sanitario, ulteriori danni causati dal cattivo funzionamento delle strutture e dei servizi.
6. Diritto ad avere il sostegno dei propri familiari e questi, a loro volta, il sostegno dello Stato.
7. Diritto, in base alla doverosa informazione ricevuta e fatte salve le prerogative dei medici, a mantenere una propria sfera di decisionalità e di responsabilità in merito alla propria salute ed alla propria vita, anche con riferimento alla tutela della privacy.
8. Diritto ad avere dal S.S.N. la certezza dell’uniformità e della qualità del trattamento sanitario necessario, a prescindere dal soggetto erogatore e dalla collocazione geografica ed a non essere vittima di conflitti professionali e/o organizzativi, di cambiamenti repentini delle norme e della discrezionalità nella interpretazione delle leggi e delle circolari.
9. Anche se condannato dalla malattia, diritto a trascorrere l'ultimo periodo della vita conservando la propria dignità, soffrendo il meno possibile e ricevendo la massima attenzione ed assistenza.
10. Diritto alla risarcibilità direttamente dal SSN dell’eventuale danno alla salute subito.
Il Difensore Civico della Salute deve assumere il preciso impegno di garantire i diritti dei malati psico-fisici e dei loro familiari.
Ciò, prevalentemente, mediante quattro attività:
•             la prima volta a dare indicazioni al potere legislativo per promulgare nuove e corrette leggi in materia di sanità o per correggere quelle già esistenti;
•             la seconda quale supporto programmatico, propositivo e correttivo per tutti i soggetti pubblici e/o privati che gestiscono strutture sanitarie o che partecipano, a qualsiasi titolo, al funzionamento del sistema sanitario nazionale;
•             la terza come centro studi per il controllo e la valutazione dell’incidenza epidemiologica delle patologie, della prevenzione sanitaria - dei lavoratori - e dei consumatori, dell’ecologia e dell’igiene con impatto sulla salute pubblica, dell’efficienza e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie erogate, della corretta ed uniforme gestione delle strutture sanitarie pubbliche e private, delle capacità e dell’aggiornamento professionale del personale amministrativo, sanitario e parasanitario impegnato dal S.S.N., della corretta ed uniforme distribuzione dei servizi sanitari su tutto il territorio nazionale in relazione alle reali esigenze;
•             la quarta mirata al diretto servizio delle “ingiustizie vissute” dai cittadini mediante un supporto logistico ed operativo che fornisca informazioni adeguate, indichi i reali diritti in base alle normative nazionali e regionali vigenti, si faccia carico di tutelare, in tutte le sedi stragiudiziarie, le giuste istanze dei cittadini bisognosi di assistenza sanitaria e ne supporti, con opportuni criteri di valutazione, la richiesta di risarcibilità di eventuali danni alla salute subiti dal S.S.N. con implicazioni anche sugli impedimenti economici e sociali causati dal fatto lesivo.
In conclusione, il Difensore Civico della Salute dovrà compiere un lungo cammino, accidentato ed irto di problemi e difficoltà, per attuare compiutamente il diritto alla salute dell’individuo.
Proprio questo motivo le energie, le capacità, la professionalità, le conoscenze, l’impegno e la volontà del Difensore Civico della Salute e dei Suoi collaboratori, rappresenteranno il perno principale su cui si accentrerà la sfida di giungere finalmente ad un Sistema Sanitario che garantisca salute e benessere a tutti i Cittadini.
Per poter svolgere al meglio la propria attività, il Difensore Civico della Salute dovrà interagire con tutte le Associazioni e/o le Organizzazioni che operano nel settore sanitario a vario titolo.

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